reportage di viaggio
Croazia

  • Architettura e gastronomia venete
  • Ospitalità slava
  • La costa croata d'Istria e Dalmazia.
Loisirs

2011
La Croazia dal sapore veneziano
Viaggio dei lettori di Touring negli antichi domini della Repubblica di Venezia.

«Si mangia anche meglio che in Italia!». È l’esclamazione che riecheggia di continuo tra i turisti stranieri che escono da uno dei ristoranti dell’Istria. Il motivo c’è ed è chiaro già quando si entra in qualsiasi paesino di questa incantevole regione della Croazia: ogni indicazione qui è scritta in croato e italiano. Infatti, questo era «un pezzo d’Italia» sino alla fine della seconda guerra mondiale, quando venne assegnata alla Yugoslavia. Ma ciò di cui gli Istriani vanno più fieri è la loro cultura veneziana. Ed è ovvio il perché appena si vede la bellezza architettonica di posti come Rovigno (Rovinj in croato), con il suo imponente campanile che ricalca fedelmente quello di San Marco a Venezia. Infatti, tutta la costa istriana era dominio della Repubblica di Venezia fino al 1797, quando passò agli Asburgo e quindi, dopo la prima guerra mondiale, all’Italia. D’altronde, tra Rovigno e la laguna veneta si stende uno stretto lembo di Adriatico che oggi si attraversa in sole due ore e mezzo di battello.

Cavalieri e tartufi

Un altro luogo dove ben si può intravedere questa combinazione slavo-veneta è Barban. Una cittadina dell’entroterra incastonata in una campagna verdeggiante, dove ogni anno si svolge una famosa giostra di cavalieri che risale al Medioevo. Migliaia di persone accorrono da tutta la Croazia a vedere gli abili cavallerizzi nei costumi tradizionali, che lanciano al galoppo i loro destrieri tentando di infilare con una lancia un anello di ferro appeso a una cordicella.
Lasciando l’Istria sulla via per la Dalmazia, ci tornano in mente sapori e profumi dei copiosi banchetti a cui abbiamo partecipato in questa terra generosa: salami, prosciutti, formaggi, risotti ai porcini e tagliatelle al tartufo, senza dimenticare le specialità di mare. Il tutto condito da un ottimo olio d’oliva e abbondantemente innaffiato da vini bianchi e rossi che sono una vera sorpresa. Grande gastronomia mediterranea che ritroveremo con un «tocco slavo» in Dalmazia, un’altra regione di questa «Croazia veneziana».

La perla adriatica

La costa dalmata è una vera meraviglia della natura, con il mare che si incunea tra le rocce frastagliate mentre all’orizzonte si staglia una collana di isole e isolotti. Ma la bellezza della natura svanisce di colpo davanti alla bellezza creata dall’uomo quando si entra a Dubrovnik. Non ci vuole molto a capire perché l’antica Ragusa (questo il nome veneziano) è detta la «perla dell’Adriatico»: un unico, grandioso, museo a cielo aperto che costituisce una delle meraviglie dell’umanità. Ogni altra descrizione è riduttiva e solo visitandola si può capire quel che ha di speciale questa città, bella come una Venezia senza i canali. Basta dire che un aperitivo al tramonto sulle mura a picco sul mare regala sensazioni che difficilmente si possono assaporare in altri luoghi. Dice una leggenda che il giovane Camille Bloch, dell’omonima cioccolateria, trascorse qui una lunga vacanza durante la quale conobbe una bella ragazza del luogo. Alcuni anni dopo, in suo ricordo chiamò «Ragusa» una nuova barretta di cioccolato... Realtà o mito, è però certo che il ricordo di Dubrovnik è uno di quelli indelebili per il resto della vita.

A casa di Marco Polo

Tuttavia, sbaglia di grosso chi pensa che con Dubrovnik le meraviglie di questo «Viaggio dei lettori» si siano esaurite. Bastano una cinquantina di chilometri sulla via del ritorno per trovarsi davanti a qualcosa di incredibile: la fortezza di Ston. Un complesso di mura difensive che si snodano come un enorme serpente su e giù per le colline accanto al mare, componendo la seconda maggiore opera del genere dopo la Grande Muraglia cinese.
Poi, si prende il traghetto per Kurcula (Curzola), capoluogo dell’omonima isola. Una città tra le più belle della Dalmazia, una piccola Dubrovnik dove a ogni angolo c’è un monumento da ammirare. Qui, tra le strette viuzze lastricate di marmo, si trova un altro importante indizio della «venezianità» di tutta questa zona dell’Adriatico: la casa natale del più celebre degli esploratori che resero grande Venezia, nientemeno che Marco Polo. Attraversando l’interno fino a Vela Luka, dove ci s’imbarca per Spalato, ci si rende conto che è tutta l’isola di Kurcula a essere uno splendore. La strada scorre tra dolci colline colorate di un verde che abbaglia. E una grigliata «terra e mare» nel cortile di un agriturismo conferma ancora una volta la grandiosità dell’ospitalità slava.

Da sapere

  • Car di lusso: Edelline, l’organizzatore di questo viaggio, dispone di lussuosi pullman unici in Svizzera. Comfort da business class con bar-bistro di bordo; foto su www.edelline.ch
  • Liquori: prima di ogni pasto i croati usano offrire in gran quantità distillati di erbe o di ciliege. Attenzione: hanno una gradazione alcolica di 25–30%, così che si rischia di essere ebbri ancor prima di sedersi a tavola.
  • Fino in Slovenia: il viaggio dei lettori di Touring si concluderà nella capitale slovena Lubiana. Ma prima di attraversare la frontiera si visiterà il Parco nazionale dei laghi di Plitvice. Un’oasi naturalistica dell’Unesco situata a oltre 1000 metri di quota, che comprende 16 laghetti dalle acque cristalline collegati tra loro da un reticolo di cascate.

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