Lukas diventa un uomo rana
Nuotare sott’acqua come un pesce è il sogno di tanti. Il giovane Lukas ha quindi deciso di frequentare corsi di sub in Egitto. E non se ne è pentito affatto.
Il battello delle immersioni «Ocean Bird» oscilla e sbuffa in mezzo alle onde del Mar Rosso, mentre i sommozzatori vengono sbattuti di qua e di là. Il balletto ondoso dura un’oretta, sino a quando l’imbarcazione viene ormeggiata sopra il banco corallino di Abu Galawa Soraya e la situazione si fa più calma. Il maestro di sub egiziano, Mostafa Abdel Mobdy, ha disegnato uno schizzo della barriera corallina e spiega all’allievo Lukas, come deve svolgersi l’immersione a una profondità di 16 metri. Ogni dettaglio viene discusso a fondo e i subacquei, prima di indossare la muta, la cintura con i pesi, il gilet con le bombole (chiamato in gergo «jacket»), le pinne e la maschera, ripassano il controllo di sicurezza e soltanto alla fine saltano in acqua dalla piattaforma del battello.
Nuova dimensione
Dopo qualche battito di pinna in superficie, Mostafa dà il segnale per l’immersione: Lukas fa fuoriuscire l’aria e si lascia scivolare lentamente verso il basso. Mostafa rimane sempre al suo fianco, controlla che il giovane abbia fatto bene la decompressione e che non muova troppo freneticamente le pinne. Ora si apre il sipario su un nuovo mondo, lasciando intravedere uno scenario semplicemente grandioso. Tutto attorno coralli duri e morbidi in svariati colori e forme, e branchi di pesci e calamari a portata di mano. Lukas non può ancora godersi appieno la molteplice fauna delle profondità, dato che ha cominciato solo quattro giorni fa a confrontarsi con la materia delle immersioni. L’essenziale è di trovare la giusta profondità in maniera da non toccare i coralli sensibili e delicati, di respirare tranquillamente in modo da non consumare troppo velocemente l’ossigeno delle bombole e di seguire pedissequamente i segnali del maestro. Dopo una mezz’oretta d’immersione lungo la barriera, i sub risalgono gradualmente in superficie, facendo prima la sosta di sicurezza. «Uau… è stato geniale – afferma Lukas – adesso posso capire la passione di un sub». All’inizio del corso, il giovane bernese non avrebbe mai pensato di entusiasmarsi così tanto per questo sport. Ma per potersi definire davvero un sub, ci vogliono ancora numerose lezioni teoriche ed esercizi in acqua.
Un sacco di teoria
Chi vuole imparare ad immergersi, deve prima di tutto raccogliere un gran numero di documenti: dall’attestato medico d’idoneità ai formulari da riempire assieme al maestro Mostafa nella scuola sub Barakuda nel Lahami Bay Resort, sulla sponda egiziana del Mar Rosso. Quasi come per la scuola guida, anche per la scuola sub la teoria viene prima della pratica. L’allievo sub prima di potersi avvicinare al mare, riceve dal maestro Mostafa un manuale di 250 pagine per il «Corso Open Water Diver» del PADI (Professional Association of Diving Instructors). Lukas ha dovuto studiare i primi capitoli sulla base delle immersioni e sull’equipaggiamento. Dopo una lezione di ripetizione nella sala di teoria della scuola sub integrata nel Lahami Bay Beach Resort si è finalmente passati al lato pratico: Lukas ha provato l’equipaggiamento a noleggio, ha ricevuto le istruzioni sul funzionamento, ha allacciato le bombole al jacket, ha avvitato il respiratore e l’ha collegato al jacket. Poi ha ripassato i principali segnali che vigono sott’acqua e Mostafa ha ripetuto al debuttante la regola più importante: «Non trattenere mai il respiro, inspira ed espira sempre con regolarità».
Prima immersione
A questo punto la faccenda si fa seria: davanti alla barriera corallina i due s’immergono ad una profondità di due metri e la prima delle cinque cosiddette immersioni in «piscina» hanno così potuto avere inizio. Ancora piuttosto impacciato con addosso tutta l’attrezzatura sub, Lukas ha dovuto svolgere diversi esercizi, come svuotare la maschera riempitasi d’acqua, scambiare il proprio respiratore con quello del maestro oppure risalire in modo sicuro in acque libere. Dopo tre giorni di pratica e molte nozioni teoriche – da come decidere la giusta quantità di pesi sino alla protezione dei coralli – l’allievo può affrontare le quattro immersioni obbligatorie in acque libere sino ad una profondità di 18 metri. Anche le cosiddette immersioni «forti» sono state affrontate da Lukas senza problemi, e dunque è pronto per l’ultima prova e ottenere il brevetto. Per l’esame finale Lukas ha dovuto affrontare diverse situazioni in acque libere, come immergersi senza maschera, risalire da dieci metri di profondità con una sola boccata d’aria oppure svolgere una corretta pausa di sicurezza. Anche la teoria è stata testata con 50 domande. In tutto l’esame è durato una mezza giornata, in seguito Lukas ha potuto ottenere con orgoglio il brevetto «Open Water». Avendo superato il primo livello di sommozzatore, adesso ha a sua disposizione tutto il mondo sottomarino. Il maestro Mostafa però prima di lasciarlo partire a godersi la libertà del vasto mare, lo ha esortato a esercitarsi molto, immergersi sempre in modo cauto e scendere in profondità solo quando si sente ben in forma. Soltanto così ci si può divertire nell’avventura sottomarina.
«Dovremmo lasciarci alle spalle solo bolle»
Possono imparare tutti a fare sub? Mostafa Abdel Mobdy: In linea di principio sì, basta essere in forma, non avere problemi di salute, in particolare non difetti respiratori né di circolazione sanguigna. Già a partire dai 15 anni si può seguire il corso per ottenere il brevetto Open Water. A cosa deve prestare attenzione un allievo sub? Deve trovare una scuola sub che lavora in modo serio seguendo standard internazionali di formazione e che dispone di attrezzatura moderna e offre anche un piacevole ambiente istruttivo. Ha una ricetta contro la paura? C’è bisogno di un’atmosfera che infonda fiducia e di un’istruzione graduale. Il primo contatto con il mondo sub avviene in ogni caso in acque calme ad una profondità al massimo di due metri. Le immersioni non nascondono pericoli? Naturalmente non siamo pesci e possiamo respirare sott’acqua soltanto grazie a supporti tecnici. Ma quando tutte le misure precauzionali vengono rispettate e i sommozzatori rispettano le regole, fare sub non è pericoloso. Diventa invece problematico quando le persone non conoscono i propri limiti e dunque rischiano troppo. Quanto le sta a cuore la protezione dell’ambiente marino? È un elemento importante della formazione ma anche di ogni immersione. Si dovrebbe fare sub rispettando l’ambiente marino e lasciando così alle spalle solo bolle d’aria. Perché è diventato maestro sub? Sono cresciuto a Hurghada, ho studiato turismo e durante lo studio ho insegnato sub. Mi piace veramente mostrare alla gente l’affascinante mondo sottomarino. Fare immersioni subacquee è il perfetto mix tra avventura e divertimento.
Da sapere
Viaggio: tutto l’anno da Zurigo o Ginevra verso Marsa Alam. Da qui bus navetta sino all’hotel (ca. due ore di viaggio). Ingresso/valuta: è necessario un passaporto valido. Non si devono cambiare soldi in valuta locale, tutti accettano euro, dollari e carte di credito. Pernottamento: Lahami Bay Beach Resort con scuola sub integrata, volo e albergo a partire da CHF 1'090.- Immersioni: il corso Open Water del PADI costa da 330 euro, un pacchetto di 10 immersioni 210 euro e l’attrezzatura completa a noleggio 30 euro al giorno. Informazioni e prenotazioni: www.barakuda-diving.com, www.padi.com.
Saperne di più
Il GIORNALE ON LINE
Prima di toccare l’acqua, Mostafa spiega l’attrezzatura sub.
Togliere e rimettere la maschera necessita esercizio e coraggio.
Una volta ottenuto il brevetto, nulla impedisce l'incontro con una razza.
Mostafa Abdel Mobdy, maestro di sub del centro immersioni Barakuda.

